Fare gruppo tra tech worker: guida introduttiva

Spesso sentiamo parlare di grandi gruppi di tech worker che protestano, di rappresentanze sindacali e di organizzazione sul posto di lavoro. Questi processi, soprattutto se mai vissuti in prima persona, possono sembrare complicati o perfino impossibili da attuare nella propria azienda. Certamente richiedono impegno e dedizione ma sono il risultato di un processo che inizia sempre con piccoli passi.


Unità tra tech worker

L’inizio di qualsiasi cambiamento sul posto di lavoro nasce dall’unità tra tech worker, come conseguenza di una forte rete di relazioni umane tra colleghe e colleghi. Tessere questa rete è il prerequisito per tutto ciò che potrà venire dopo: nel momento in cui si dovrà andare tutti insieme dal capo per negoziare o far fronte comune, sarà importantissimo sapere che al tuo fianco avrai altre/i tech worker che credono fermamente in quello che state facendo. Altrimenti la paura sfalderà il gruppo quando il manager di turno deciderà di mettersi in mezzo o di seminare zizzania per evitare di concedervi ciò che state chiedendo.


Spazi di socialità

Il primo passo necessario è creare spazi nei quali la socialità, l’amicizia e il supporto reciproco possano fiorire. Spazi fisici o digitali, momentanei o permanenti.

Cosa fare nel concreto?

  • Rallenta il ritmo. Spesso il ritmo frenetico imposto dai manager viene aggravato dalla complicità di chi lo subisce. Prendere l’iniziativa di rallentare il passo può creare l’opportunità anche per altri di avere momenti di tranquillità in cui riappropriarsi del proprio tempo. Ovviamente dev’esser fatto in sicurezza, poiché una ritorsione da parte del capo potrebbe avere il risultato opposto a quello desiderato.
  • Utilizza le pause e il tempo libero per parlare coi colleghi e le colleghe. È fondamentale trovare argomenti in comune e pianificare attività per la serata. Aperitivi, cene in posti particolari o videogiochi online, possono essere spunti. La macchinetta del caffè deve diventare il tuo punto di appostamento preferito.
  • Supporta i colleghi. Per far capire a qualcuno che non è solo, a volte basta chiedergli come si sente. Può essere utile dopo un rimprovero o mobbing da parte del manager. In una fase più matura, quando ci sarà un gruppo coeso, potrebbe valere la pena sfruttare questi eventi per pretendere le scuse da parte del manager in questione, così da verificare il comportamento del gruppo.
  • Sii accogliente coi nuovi arrivati. Non conoscendo l’ambiente, si adatteranno più facilmente a un clima di amicizia e cooperazione. Impiega del tempo personale per parlare con loro e presentarli a colleghi e colleghe che condividono i tuoi stessi obiettivi.
  • Corri il rischio di risolvere internamente i problemi del team. Quando c’è un problema nel team, tra due colleghi, una lite, un comportamento inopportuno, prendetevi il rischio di risolverlo internamente al gruppo invece che delegare a persone esterne come l’HR o i manager. Trovare una soluzione insieme renderà i vostri legami più forti e rafforzerà il senso di comunità.

Qualcuno si starà chiedendo: “ora lavoro da remoto, come faccio queste cose?”; indubbiamente il Covid e la frammentazione degli spazi del lavoro a distanza creano alcune complicazioni. Gli strumenti utilizzati per il remote working come chat, videochiamate e affini sono spesso monitorati dal datore di lavoro, legalmente o non, e possono comportare un rischio che , in presenza, davanti alla macchinettà del caffè, si risolverebbe abbassando il tono della voce. Evita di trattare argomenti sensibili sui canali sorvegliati. Per iniziare, può bastare una chat su Telegram, Whatsapp o Signal, nella quale discutere al riparo da occhi indiscreti. Più avanti, potrebbero rendersi necessarie ulteriori cautele ma questa guida si concentra sulle fasi iniziali.


Scoprire il malessere

Dopo alcune settimane o mesi di chiacchiere e dopo aver conosciuto un po’ più a fondo chi lavora con te, potresti iniziare a sondare il terreno per cercare possibili problematiche e lamentele condivise. Scoprire il malessere presente in azienda può essere un buon passo per organizzare qualcosa, anche se piccolo, e fare esperienza di cosa vuol dire agire in gruppo per cambiare le cose.

Cosa fare nel concreto?

  • In privato, quando sai che nessuno ti sta ascoltando, lamentati del comportamento di qualche manager o di qualche regola che trovi irragionevole e osserva le reazioni. Non serve convincere l’altro della vostra opinione ma stimolare una reazione per vedere se il sentimento è condiviso o se ci sono altri problemi. Ascolta ogni parola con attenzione e cerca di capire cosa smuove chi avete di fronte.
  • Se identifichi un problema condiviso, fai riferimento all’esistenza di altri lavoratori scontenti. “Non sei la prima che mi dice questa cosa” oppure “Ti ricordi quando mi hai detto di quel problema? A quanto pare siamo in tanti a pensarla così. Continua a venire fuori questa cosa”. Anche in questo caso, osserva le reazioni. Vedi se qualcuno inizia a parlare di affrontare la cosa e chi invece è più arrendevole.
  • A questo punto dovresti avere un’idea più o meno chiara sulla fattibilità di formare un piccolo gruppo di tech worker fidati con cui giocare a carte scoperte. Presenta la tua idea di portare a bordo più colleghi per andare a parlare tutti insieme con i manager oppure per cambiare l’atmosfera in azienda. Discuti le vostre opzioni e la strategia. Non serve far crescere questo gruppo più del dovuto: più si è, più è probabile che qualcuno poco convinto cambi idea e vada a raccontare tutto al management, esponendovi al rischio di ritorsioni.

Vogliamo di meglio

Quali possono essere alcuni problemi da poter affrontare seguendo questa guida? Il modo in cui si assegna e pianifica il lavoro, gli strumenti da utilizzare, un eccesso di burocrazia, il comportamento di un manager particolarmente tossico, le regole per lo smartworking, l’introduzione di alcune ore dedicate alla formazione e molto altro. Devono essere problemi con una soluzione chiara, implementabile e facilmente comunicabile a colleghi e management, oltre che realizzabile nel breve periodo.

Cosa fare nel concreto?

  • Per fare una richiesta precisa ai vostri superiori, trovate un modo per comunicarla in modo collettivo, senza portavoce. Esporre una sola persona o un gruppo ristretto vuol dire creare un bersaglio e volete evitarlo. Inoltre rafforzerà il senso di gruppo ed eviterà protagonismi problematici. Se mandate una lettera di lamentela, firmatela tutti in ordine sparso o in ordine alfabetico e consegnatela insieme.
  • Per pensare a una strategia più di lungo periodo, considerate di diffondere i punti descritti all’inizio di questa guida in maniera più attiva, coinvolgendo più persone nel rallentare i ritmi e nel costruire relazioni. Potete organizzare piccoli eventi sociali, spingere per adottare in azienda pratiche che facilitino la creazione di spazi privati in cui connettere con nuovi e vecchi colleghi, oppure semplicemente potete operare per far passare l’idea di estromettere lentamente i manager dalle questioni che volete tenere tra lavoratori: queste possono essere legate alla produzione, all’organizzazione, alle azioni di disciplina o a ciò che nel vostro caso specifico pensiate possa lasciare spazio al controllo da parte di lavoratrici e lavoratori.

Abbiamo visto alcune idee che puoi utilizzare per iniziare a creare una rete sul posto di lavoro e magari avanzare qualche richiesta al management. Tuttavia questo è solo l’inizio: questo approccio permette cambiamenti molto più profondi se sviluppato per bene con le dovute accortezze. Non resta che mettersi all’opera!


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